Batteriofagi i virus invisibili
Ti sei mai chiesto se una semplice cellula può pensare? O se un virus possiede una sua forma di intelligenza?
Nel mio lavoro ho la fortuna di poter integrare tecniche complementari con le pratiche mediche classiche. Questo mi consente di esplorare territori affascinanti al confine tra scienza e coscienza. È stato così che mi sono imbattuto nella tecnica del professor Upledger, padre della terapia cranio-sacrale una pratica non ancora pienamente riconosciuta in ambito scientifico, ma largamente diffusa e applicata nel mondo. Leggendo i suoi studi, sono rimasto profondamente colpito dalla visione che offre sulla natura della cellula e dei virus. E proprio osservando la realtà con occhi liberi da pregiudizi, emerge un filo invisibile che lega tutto: una coscienza sottile, intelligente, e inarrestabile.
Siamo stati abituati a vederli come nemici. Minacce invisibili che invadono il corpo, portano malattie, mettono alla prova il nostro sistema immunitario. Ma cosa accadrebbe se cambiassimo punto di vista? Se osservassimo i virus non come semplici agenti patogeni, ma come intelligenze primitive e straordinariamente adattive? Nel suo libro " Mente e Cellule" il dott. Updleger li descrive privi di un metabolismo proprio, incapaci di vivere autonomamente, eppure dotati di una strategia così sottile da ingannare le difese più sofisticate, non sono semplici particelle passive, ma veri e propri strateghi della sopravvivenza. Pur non avendo una vita autonoma, non possono propagarsi né riprodursi senza aiuto, mostrano una capacità sorprendente di adattamento e ingegno. Ogni virus è una minuscola sacca membranosa contenente al suo interno DNA o RNA (questi ultimi noti come retrovirus). È proprio qui, nel loro materiale genetico, che si nasconde una forma di intelligenza estremamente raffinata.
Per sopravvivere, devono entrare nelle cellule viventi. Lo fanno con una strategia che ricorda una vera e propria "presa di potere", ingannano la cellula ospite facendole credere di essere sostanze nutritive. Utilizzando specifici canali proteici sulla superficie cellulare si introducono indisturbati, travestendosi da molecole innocue, come amminoacidi o peptidi. Appena la cellula si apre fiduciosa, il virus libera rapidamente il suo contenuto genetico direttamente al suo interno. Una volta entrato, questo materiale genetico viaggia attraverso il citoplasma fino al nucleo della cellula, dove attua la sua "presa di controllo", modificando il DNA originale della cellula stessa. Così facendo, la cellula non svolge più le sue normali attività, ma diventa una fabbrica che inizia a produrre nuove copie del virus, fino a 500.000 al minuto. Questa strategia è così avanzata che il virus può addirittura rimanere dormiente nel nucleo per anni, attendendo pazientemente il momento perfetto per attivarsi , spesso durante periodi di forte stress emotivo, fisico o spirituale dell'ospite,come se sapessero, come se aspettassero. Un esempio ben noto, che la maggior parte conosce o a sperimentato sulla propria pelle, è il virus dell' herpes che con un comportamento ciclico, si manifesta nel corpo solitamente quando emotivamente si è vittima di un forte stress, a causa di ciò il sistema immunitario si indebolisce e il visrus agisce immediatamente.
Non sappiamo ancora esattamente cosa inneschi il risveglio di questa coscienza virale dormiente. Tuttavia, è evidente che i virus conoscono molto bene le dinamiche interne della cellula ospite e del suo sistema immunitario. Questo dimostra chiaramente che la loro intelligenza, seppur microscopica, possiede una capacità sorprendente di percezione e decisione strategica.
Ma chi dice loro quando agire? Da dove nasce questa "conoscenza"? È davvero solo una reazione chimica cieca, o esiste una coscienza virale? Quindi, cosa ci dice tutto questo sui virus? Forse che non sono soltanto nemici da combattere, ma intelligenti maestri evolutivi, capaci di insegnarci molto sull'interconnessione tra corpo, mente ed energia.
Spesso pensiamo che la coscienza sia un attributo esclusivamente umano. Ma osservando più da vicino la natura stessa della vita, scopriamo qualcosa di sorprendente, la coscienza permea ogni livello dell’esistenza, dall’atomo più piccolo fino alle galassie più remote.
Secondo questa affascinante prospettiva, ogni atomo ha una sua propria coscienza che interagisce continuamente con quella delle molecole che forma. A sua volta, la coscienza molecolare influisce sugli atomi che la compongono, creando un'interazione continua e reciproca. Quando un atomo cambia, anche la molecola si modifica, e viceversa. di conseguenza salendo di scala le molecole influiscono sulle cellule che esse formano. Ogni cellula possiede dunque una coscienza formata dalla coscienza combinata delle molecole che la costituiscono, ogni minima variazione nella composizione molecolare della cellula provoca una variazione nella sua coscienza complessiva. E la stessa coscienza della cellula, cambiando, modifica di riflesso le molecole che la costituiscono.Le cellule, unite fra loro, creano i tessuti. La coscienza di un tessuto è quindi una sintesi della coscienza di tutte le cellule che lo compongono. Anche in questo caso, l'influenza scorre in entrambe le direzioni: il tessuto influenza la cellula e la cellula influenza il tessuto.Continuando questa scala ascendente, i tessuti formano organi con una loro specifica coscienza, e questi organi, a lo
ro volta, contribuiscono a creare gli apparati fisiologici. Ogni organo e apparato interagisce costantemente con tutti gli altri livelli, creando una rete fittissima di interazioni, influenze e comunicazioni sottili che definiscono l'intero organismo.
Quindi, ciò che chiamiamo "la nostra coscienza" è in realtà il risultato di tutte queste interazioni, è formata dalla somma delle coscienze degli atomi, delle molecole, delle cellule, dei tessuti, degli organi e degli apparati che ci compongono. Ma non finisce qui. Questa rete si estende al di fuori di noi, includendo anche la coscienza della Terra stessa, della galassia e dell’intero universo, in un costante e reciproco scambio di informazioni e influenze.Un battito del cuore, dunque, non è mai solo un evento isolato, anche la singola cellula cardiaca influisce sottilmente sull'intero organismo, che a sua volta risuona con l'ambiente circostante, arrivando a influenzare il cosmo stesso, seppur in modo infinitesimale. È come dire che ogni essere vivente è simile a quell’uccello che, secondo la teoria del caos, con un singolo battito d'ali in Florida potrebbe influenzare le correnti d'aria sopra l’Africa.
La coscienza, dunque, non è solo memoria, carattere o creatività, è soprattutto questa straordinaria rete di connessioni, uno scambio continuo tra l’interno e l’esterno, tra il microscopico e l’immenso. In questa visione, ciascuno di noi non è soltanto un singolo individuo, ma una cellula consapevole di un organismo molto più vasto.
Siamo il cosmo che osserva se stesso. Siamo coscienza che esplora l’infinito. Che si tratti di virus invisibili, di cellule intelligenti o di stelle lontane, siamo quindi tutti connessi, dal più piccolo virus alla galassia più remota, dalla più semplice molecola al più complesso pensiero umano. Questa consapevolezza, che si manifesta in infinite forme e su infinite scale, unisce l'invisibile al visibile, il microscopico al macroscopico, l'energia alla materia.
Se l’energia è informazione, e l’informazione è coscienza, allora ogni cosa partecipa a un infinito dialogo cosmico. Questa intuizione, che antiche tradizioni spirituali sostengono da millenni, oggi trova riscontro anche nelle scoperte della fisica moderna. Secondo la fisica quantistica, infatti, tutto ciò che esiste, energia, materia e persino coscienza, è parte di un unico campo interconnesso. Le particelle che costituiscono l’universo comunicano continuamente, influenzandosi reciprocamente indipendentemente dalle distanze che le separano. Questo fenomeno è noto come"entanglement quantistico", una dimostazione scientifica del fatto che tutto è collegato a tutto. Riconoscere questa connessione significa comprendere che ciascuno di noi non è solo spettatore, ma protagonista consapevole di un unico grande organismo cosmico. Ogni nostro pensiero, azione ed emozione risuona ben oltre noi stessi,sono vibrazioni che si propagano influenzando l’intero universo.
fonti
"Mente e Cellule il dialogo interiore con il DNA" John E.Upledger, D.O., O.M.M.
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